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Benvenuti nell’Area Nord

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La provincia di Napoli si divide in varie entità. Area Flegea, Area Stabiese, Area Vesuviana, Area Nolana e infine l’Area Nord. Vivendo in quest’ultima parte della provincia napoletana vorrei fare qualche riflessione al riguardo. Il confine con la città di Napoli è quello che va da Poggioreale a Scampia, passando per San Pietro e Secondigliano. A differenza delle altre “Aree”, non c’è acqua, l’unico fiume, il Sebeto è interrato e riemerge ogni tanto esondando dalle parti di Lufrano, confine tra Volla e la frazione di Casoria, Arpino. Nell’Area Nord non ci sono monti, né campagne, il tutto sostituito dal cemento che, in nessun’altra parte del mondo ha avuto uno sviluppo così aggressivo e così devastante. Senza ritornare indietro nel tempo gli anni che intercorrono dal dopoguerra al terremoto del 1980, hanno segnato in modo profondo la morfologia urbanistica e lo sviluppo demografico. In particolare la città di Casoria, individuata come centro industriale accoglie sessanta industrie che ne fanno la Sesto San Giovanni del meridione d’Italia. La Cassa per il Mezzogiorno investe sulla cittadina napoletana facendone uno dei centri di maggiore sviluppo tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni ottanta. Il terremoto coincide con la chiusura delle industrie e poco a poco scompaiono tutte, trasferite in altri comuni per logiche ancora che nessuno comprende. Ultima in ordine L’Alenia, eccellenza dell’aereonautica civile italiana, qualche anno fa ha abbandonato l’area di Casoria per Nola. Quindicimila erano gli abitanti nel cinquantanove, ottantacinquemila nel duemila. Un territorio devastato dal cemento che copre il 92% del territorio e tante le occasioni perse grazie all’occupazione abusiva di case nell’ordine del 25%. Il cemento diviene l’unica industria di tutta l’Area nord. Casavatore, Arzano, Afragola, Caivano, Cardito, anch’esse colpite da una devastazione territoriale e nel tempo, si sono avvicinati i limiti estremi di Secondigliano e Caivano in un unico agglomerato che definirne i confini davvero diventa un esercizio accademico. Centinaia di migliaia di cittadini residenti, territori intasati e disordinati, qualità della vita “zero”, soprattutto una densità abitativa da grande città orientale, questa la realtà. L’Area Nord comunque non si snoda solo sulla direttrice Napoli – Caserta, ma anche la seconda città della provincia di “Terra di lavoro”, diventa confine dell’altra parte, quella che va da Scampia ad Aversa. Giugliano, Villaricca, Melito, Sant’Antimo, Casandrino, Grumo Nevano, Frattamaggiore, Crispano, Frattaminore, sembra la
stessa storia della strada Sannitica, adesso siamo sulla Via Appia, ma la realtà è analoga. Giugliano arriva oggi a contenere centocinquantamila abitanti, tutti i comuni citati, si espandono a livello di cemento ma chiudono le eccellenze del pellame a Grumo a Casandrino, resiste Frattamaggiore e le uniche occasioni di lavoro sono per i nostri ragazzi, i contratti atipici o a tutele crescenti dello Jobs Act o il lavoro in nero, prassi consolidata delle nostre realtà. Dopo anni di torpore e scelte devastanti è nata una nuova opportunità di sviluppo, concreta, la stazione dell’Alta velocità ad Afragola. Eppure come in tutte le cose che si riescono a realizzare in questo benedetto posto, c’è sempre l’approssimazione, l’incapacità di programmare e realizzare in modo idoneo. Leggere articoli in cui in quell’area una pioggia abbondante provoca allagamenti, nel cemento per la realizzazione l’ombra dei rifiuti tossici e la solitudine che si nota guardando quella stupenda opera immersa in un luogo dove incendi che riportano alla mente “la Terra dei fuochi”, strade inondate di rifiuti, case e case e case e case ancora in lontananza. Si nota quel parcheggio che sembra una beffa, non avendo previsto un piano di trasporto e assi di collegamento con Stazione ferroviaria e Circumvesuviana, trasporto pubblico extraurbano e navette locali. Sarà difficile non vincere i primati di negatività e la speranza la dobbiamo coltivare che proprio da questo luogo rinasca un’opportunità di sviluppo per l’intera Area Nord di Napoli. Ci crediamo e lotteremo per questo. Dopo il referendum del 4 di dicembre l’Italia ha bocciato un parlamento che non doveva chiedere ai cittadini di votare una riforma costituzionale. I cittadini hanno rispedito al mittente le minacce in parte velate di un governo che fallito nell’obiettivo primario ha reagito con arroganza proponendo la peggiore legge elettorale di sempre “il Rosatelli”. Il percorso è stato tracciato e chi, ha individuato nella Costituzione italiana, il faro di un nuovo riscatto politico, economico e sociale della nostra nazione non può non pensare che in quelle parole possiamo ricercare la soluzione di tutto e una prospettiva futura. In particolare qui, nell’Area a Nord di Napoli, nel luogo più difficile del disagio, lanceremo la sfida sul piano politico e dell’informazione ispirandoci a poche ma fondamentali parole della Costituzione italiana nei Principi fondamentali:
Art. 1. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Costruiamo una nuova sinistra, progettiamo un’altra Italia, un’altra Napoli, un’altra Area Nord di Napoli mettendo al centro il “Lavoro”.

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Gianni Bianco, inizia l'impegno politico e ricoprendo diversi incarichi organizzativi ed istituzionali. Socialista di ispirazione riformista, svolge tra alterne vicende i suoi ruoli, puntando in particolare, all'organizzazione del partito intervallato da alcuni sogni. Partecipa infatti alla fondazione del PD napoletano al fianco di Umberto Ranieri nel 2007 ma, qualche anno dopo ritorna al PSI, alla segreteria politica di Casoria. Negli ultimi anni corona un sogno, diventare giornalista. Scrive per le alcuni periodici locali, carta dei e web. Oggi sceglie di guardare ancora una volta il mondo dalla lente di ingrandimento dell'informazione e della cronaca politica. AreaNordnews sarà una nuova sfida, la più seria: far rivivere l'idea di una politica, di un'informazione; di un mondo che guarda a sinistra, dalla prospettiva dell'Area a Nord di Napoli.