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Di nuovo Ciro

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La seconda giornate di ritorno di campionato ha regalato ogni giorno un’emozione diversa, domenica e lunedì. Domenica il Napoli era chiamato ad affrontare la piú difficile delle sfide, la peggiore gatta da pelare, la trasferta a Bergamo per la partita con l’Atalanta. Brucia ancora sulla pelle di noi tifosi l’eliminazione dalla Coppa Italia da parte della squadra allenata egregiamente da Gasperini ma le parole di Maurizio Sarri alla fine dell’incontro danno la misura di una grande verità: ” il Napoli che gioca in campionato non è il Napoli che gioca nelle competizioni dirette”. Grande verità e che differenza tra il Napoli visto in Champions o in Coppa Italia con quello che ogni domenica vediamo macinare squadre in campionato. A Bergamo Sarri ha lasciato in panchina Hamsik per il più in forma Zielinsky. Il primo tempo è scivolato via senza che particolari emozioni, solo il ritmo di gara vertiginoso ha regalato un grande spettacolo i tifosi dell’una e dell’altra squadra. Un guizzo di Insigne e il solito cross a rientrare per la testa di Callejon ha dato un sussulto al match nel secondo tempo è questo episodio è stato propedeutico al goal di Ciro Mertens al 65′ minuto. Un goal bellissimo nello schema e straordinario per esecuzione. Subito dopo il centravanti belga regala ad Hamsik una palla che deve solo essere messa nel sacco, dal tiro del calciatore slovacco si capisce la legittima scelta di Sarri a relegarlo in panchina. Ancora Hamsik segna sul filo del fuorigioco ma il goal è annullato, la cresta è più in là dell’ultimo calciatore atalantino. Altro episodio chiave la parata strepitosa di Pepe Reina su tiro di Cristante al 70′. Finisce la gare e i calciatori napoletani sono tutti in mezzo al campo per festeggiare, così sarà anche negli spogliatoi. La risposta della Juve non si è fatta attendere e Douglas Costa ha regalato l’unica rete al club torinese che gli garantisce la scia del secondo posto in classifica ad un punto di distanza e soprattutto a dieci punti sopra le terze in classifica. Unica nota stonata la reazione di Insigne quando è stato richiamato in panchina per far posto ad Hamsik. Il talento frattese è uscito con il viso scuro e una smorfia di disapprovazione. Abbiamo assistito in diretta alla kazziata di Sarri, Insigne borbottare mentre si siede in panchina e questa scenetta ha rovinato la più bella delle vittorie in campionato. Insigne deve imparare che non solo i soldi, i goal, la fama e il successo possono fare di lui un grande campione ma anche e soprattutto l’umiltà, che conta e conta tanto. Spero qualcuno possa recapitargli un aforisma “impara ad ubbidire imparerai a comandare”, gli servirà perché sarà il futuro capitano del Napoli. Spero davvero capisca l’errore e cambi atteggiamento, quella fascia che fu di Krol e Maradona pesa molto e capitano si è nella vita prima ancora che in campo caro Lorenzo. Il prossimo turno vedrà il Napoli affrontare il Bologna al San Paolo, ci sarà anche Verdi che ha detto no al club partenopeo, una sonora bordate di fischi il giusto riconoscimento a questo stupido presuntuoso.