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Mentre la nave affonda l’orchestrina continua a suonare

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Fausto Corace, compianto ex segretario dei socialisti Campani e consigliere regionale in più legislature coniò la frase che titola questo post in un suo intervento in una seduta di Consiglio regionale. La frase e felice intuizione del politico socialista nacque giudicando la cecità dell’allora governatore Antonio Bassolino rispetto al declino della sua maggioranza che di lì a poco avrebbe regalato la regione Campania al centrodestra di Stefano Caldoro, altro socialista ma strabico perché militante del centrodestra. Il buon don Antonio stretto nella tenaglia sannita di Mastella e De Mita terminò così la gloriosa attività politica, almeno quella istituzionale. Tempi passati, le intelligenze che esistevano allora in politica purtroppo oggi non ci sono più e a guardare il quadro pietoso delle imminenti elezioni politiche, non voglio essere disfattista, non ce ne saranno per un bel pezzo. Il dibattiti politico, con buona pace di tutti, è stato spostato sul piano economico, laddove l’elettore non capisce niente, un po’ per mancanza di istruzione ma anche perché davvero si spiegano poco bene i contendenti.  Sembra quasi assistere a una televendita: “Aumenteremo a mille euro per i pensionati il centrodestra” tuona l’ex cavaliere, tra una botta di fondotinta e l’altra. “Reddito di cittadinanza per tutti”, risponde il candidato alla premiership del M5s Luigi Di Maio, tra un errore grammaticale o una cantonata storica. Rispetto alla legge Fornero la Lega di Salvini non si accontenta dei mille euro per “tutti”, proposto da Berlusconi, vuole l’eliminazione della norma e il ritorno alle vecchie regole pensionistiche. Gli fa eco l’ex cavaliere incipriato che lui non toccherà la Fornero, parlo della legge chiaramente. Addirittura Lupi, che rappresenta la quarta gamba che oggi è con il centrodestra ma se servirà salterà di nuovo il fosso domani per sostenere il centrosinistra come ha fatto in questi anni se per miracolo dovesse vincere il PD e i suoi alleati, chiederà l’eliminazione degli ottanta euro in busta paga di renziana memoria per sostituirli con un non ben definito “sostegno alle imprese”. Sul tema dell’immigrazione è la torre di Babele. Alcuni osannano l’accoglienza come panacea per tutti i mali d’Italia, arriverà dai paesi del terzo mondo la nuova classe dirigente, questa la posizione di Sinistra, radicali e PD. Di contro i cinque stelle e il centrodestra chiedono che il problema sia risolto in Africa, in un modo o nell’altro, per quelli che già stanno in Italia non si sa, cosa dire “chi vivrà vedrà”. Grillo intanto ha creato un nuovo Blog chiudendo il filo diretto con il M5s, almeno sul piano comunicativo. Berlusconi di tanto in tanto una capatina all’estero la fa per accreditarsi come popolare più che populista, ma l’impresa davvero è ardua. Almeno cercherà di recuperare il titolo di cavaliere che tanto è servito per “acchiappare” donne di ogni età, dalle adolescenti alle quarantenni d’assalto. Insomma tutto e il contrario di tutto e in questo “casino” politico, scusate il francesismo, i giornalisti collaborano adeguatamente, schierati come tifosi allo stadio, con l’uno o con l’altro contendente. Sindacati, associazioni, imprenditori etc. stanno facendo il riscaldamento ed entreranno in campo tra qualche giorno per sostenere o demolire l’uno o l’altro. Unica eccezione Carlo De Benedetti che alla trasmissione “Otto e mezzo” di Lilly Gruber su LA7, ha accusato Eugenio Scalfari di essersi rimbecillito a proposito della frase “tra Di Maio e Berlusconi, voterei il secondo”. Credo ne vedremo delle belle e sicuramente ci sarà da divertirsi se le premesse sono queste. Intanto nei partiti ci si scanna per uno scranno ma domenica sapremo le verità, lo stesso nella coalizione, prima di scannarsi tutti nei vari collegi della Camera dei Deputati o del Senato. Scommetto che alla fine, più o meno, avremo la stessa situazione di oggi a poli invertiti e questa volta sarà il PD a farsi carico della responsabilità di sostenere un governo di centrodestra “La grande colazione”, che somiglia molto a quella tedesca, si sostituiscono i friarielli ai crauti, unica differenza. Un tempo si diceva “il teatrino della politica”, come definire tutto questo oggi? Se gli attori sono questi, più avanti dell’avanspettacolo non si va, la frase del compianto Fausto Corace e che da il titolo a questo articolo ritorna più attuale che mai: “Mentre la nave affonda l’orchestrina continua a suonare”. Unica voce fuori dal coro la posizione di Pietro Grasso e il movimento che ha creato “Liberi e Uguali”. Dalla nascita avvenuta il 3 di dicembre del 2017, alla vigilia della vittoria referendaria del 4 dicembre 2016, l’ex Procuratore antimafia nazionale, oggi presidente del senato, ha saputo costruire un gruppo che tra passate tradizioni comuniste, socialiste e riformiste oggi sono in campo per ricostruire e rilanciare politiche di “sinistra”. Ecco la svolta, non più parlare di un passato che divide ma di un futuro che unirà e Liberi e uguali è solo il primo passo. Noi ci crediamo e il 4 marzo saremo qui a festeggiare il primo grande passo di una nuova e rinnovata forza di sinistra che rilanciando i temi del Lavoro, della Sanità per tutti e una Scuola degna di questo nome riporterà al centro del dibattito politico l’uomo e la sua dignità.