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MUGNANO – Sulla vicenda AFRO NAPOLI un silenzio colpevole.

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Sulla vicenda AFRO NAPOLI non si può tacere. Dirò dunque la mia sulla vicenda che ha visto il capitano della squadra femminile Astarita escluso dalla rosa della squadra femminile in quanto candidata nelle imminenti elezioni maranesi in una lista alleata di NOI CON SALVINI. Dirò in premessa che sono convintamente dalla parte del Presidente Antonio Gargiulo e della squadra a difesa di un progetto culturale e sociale prima che calcistico. Ma aggiungo che ha anche ragione chi dice che Sport e Politica non devono essere sovrapposti citando alla lettera norme e regolamenti. È vero. È vero, ma non sempre. Esistono particolari momenti storici, o situazioni particolari in cui la politica fa irruzione nello sport. È il caso di una delle immagini più famose del Novecento, quella in cui Tommie Smith e John Carlos si trovano sul podio dei 200 metri alle Olimpiadi a Città del Messico, il 16 ottobre 1968, con i pugni alzati, e i guanti neri simbolo del black power, citata dal mio amico Carmine D’Aniello degli O’ROM. Oppure di Argentina-Inghilterra nei quarti di finale ai Mondiali 1986 in Messico, la famosa partita della rete segnata di pugno da Maradona (la mano de D10S). La partita fu una vera e propria rivincita argentina dopo la guerra imperialista delle Falkland. Ancora, il 3 agosto del 1936 Jesse Owens, in pieno nazismo, vinse la medaglia d’oro nei 100 metri durante il secondo giorno delle Olimpiadi di Berlino. All’epoca aveva soli 23 anni ed era figlio di un povero agricoltore nero del sud degli Stati Uniti. Dopo la sua vittoria Adolf Hitler abbandonò lo stadio infuriato senza stringergli la mano.
E l’Afro Napoli è questo. Un progetto sportivo eccezionale in tempi bui che richiedono scelte eccezionali. Col dilagare del razzismo AFRO NAPOLI è una risposta. E questa risposta va oltre lo sport. Va oltre la normalità. È qualcosa di eccezionale, in tutte le accezioni del termine. Per questo sono con la squadra. La responsabilità di Astarita è forse quella di non aver capito fino in fondo di essere il capitano di una squadra eccezionale. Però un appello in conclusione mi sento di lanciarlo ai miei amici di AFRO NAPOLI. Eccezionale è stata anche la risposta della squadra che per solidarietà col suo capitano non è scesa in campo. Allora se è vero, e voi lo sapete più di tutti per il vostro impegno quotidiano, che lo sport è dialogo provate a costruire una soluzione condivisa (se esiste) che permetta ad AFRO NAPOLI di lasciare intatto il suo patrimonio di valori (un vero faro in tempi bui), e ad una squadra di riabbracciare il suo capitano. Questo mi sento di dire oggi, questo avrei detto se fosse accaduto quando ero assessore alla cultura. Questo dovrebbe dire chiunque abbia a cuore valori profondi come antirazzismo, dialogo, sport. E permettetemi di dire solo in conclusione che su una vicenda del genere se una amministrazione, che parla spesso tanto e a sproposito su altri temi, non ha nulla da dire è perché non ha nulla da dire in assoluto. E basta.
Ex Assessore Mario Imbimbo – L’ALTRA MUGNANO
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