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La Sicurezza delle città, modelli di sicurezza territoriale: esperienze territoriali e internazionali

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Si è svolto sabato, 24 novembre c.m., organizzato dall’Associazione Professionale Polizia Locale in Pomigliano d’Arco, Napoli presso la sala del Palazzo dell’Orologio, un interessante Seminario sotto il nome di “La Sicurezza delle città, modelli di sicurezza territoriale: esperienze territoriali e internazionali”.

All’incontro, diretto e moderato dall’avv. Mauro PANICO, esperto in materia di contrasto ai reati ambientali, hanno partecipato l’assessore al comune di Pomigliano per le politiche sociali, e numerosi rappresentanti della polizia locale tra i quali il Comandante Luigi Maiello, noto per le numerose battaglie sul territorio per la legalità oltre che per la tutela dell’ambiente, il comandante della polizia municipale di Pomigliano d’Arco, il vice comandante dott. Emiliano NOCAR, il Comandante in carica della Tenenza dei Carabinieri di Castello di Cisterna Ten. Mercurio, nonché il Prof. Giacomo DI GENNARO, ordinario presso l’Università FEDERICO II, per il corso di studio in Analisi criminale e della sicurezza urbana.

Ha partecipato inoltre al seminario una nutrita delegazione del Nucleo Guardia Ambientale, sez. di Cardito.

Il tema principale del seminario è stato il sistema operativo e per la sicurezza urbana e ambientale che va sotto il nome nuovo di “Sicurezza partecipata”, che adotta nuovi strumenti operativi di nuovo concepimento e in forte evoluzione, frutto sia delle pregresse esperienze, sia per l’apporto decisivo di studi scientifici in materia di criminalità sia organizzata che diffusa.

Il concetto che sta a base di tale sistema è il coinvolgimento, in uno all’intervento delle interforze di polizia, del cittadino uti singuli, di ogni categoria questo appartenga, come l’operatore commerciale o economico come anche il singolo professionista, il dipendente pubblico o semplice cittadino residente, che viene identificato quale “sentinella” in allerta coinvolta sul territorio operante h24.

Quindi non più il cittadino interpretato quale semplice utente passivo della macchina amministrativa comunale e statale, ma operatore fattivo, collaborativo e attivo per la sicurezza e la tenuta della bellezza del territorio ove vive.

Pertanto la ricerca di un nuovo equilibrio tra Pubblica Amministrazione e cittadino uti singuli, lo vede coinvolto quanto più possibile nella segnalazione di criticità del proprio territorio, soprattutto in materia di contrasto alla commissione di reati ambientali ma anche di natura predatoria in collaborazione con le forze dell’ordine, tramite l’utilizzo, come avremo modo di dettagliare in seguito, di nuovissime tecnologie all’avanguardia che si affacciano all’orizzonte, facili nell’utilizzo.

Nell’illustrazione delle problematiche che maggiormente emergono per il raggiungimento di tale scopo però, il comandante Luigi Maiello non ha esitato a indicare comunque anche alcune criticità che possono frapporsi, quale ad esempio l’organizzazione del personale delle forze di polizia e/o le scarse risorse finanziarie a queste destinate, che portano spesso ad un rallentamento della macchina della sicurezza” e non solo, come per la città metropolitana di Napoli così come per tutte le altre aree metropolitane italiane.

Contestualmente però ci si è sottolineato che l’iter legislativo, ultimamente, proponga e strutturi sempre più l’evoluzione del corpo della polizia municipale verso la strutturazione di forza di polizia locale, e in quest’ottica si pone il consorziarsi delle forze di polizia municipali singole verso accorpamenti per macro aree.

Questa nuova strutturazione emerge dall’esigenza ormai evidente che non si ragioni più a “comparti stagno” della pubblica amministrazione, come anche dell’azione di polizia giudiziaria, ma si tenda sempre più a un raggio d’azione con uno spettro sempre maggiore dell’azione, sia preventiva che repressiva.

Con l’intervento del vice-comandante della polizia municipale di Pomigliano, si è voluto sottolineare poi come l’intervento di polizia locale assuma sempre più il carattere funzionale di supporto anche per gli operatori sociali, di cui c’è un bisogno sempre più importante e decisivo per i nostri territori nell’area della Metropoli napoletana, colpiti da ataviche sacche di popolazioni che vivono in condizione marginale e sociale, e ove in modo non infrequente determinate persone, quali i portatori d’handicap che vivono in condizione disagiate, ma che godono di vari ausili statali, vengano poi circondate da persone legate anche alla criminalità organizzata o al malaffare che lo predano, letteralmente, di ogni avere.

Si è passati poi ad illustrare, invece, una serie di esperimenti positivi già in atto sul territorio in Pomigliano, quale il progetto “Peribus”, che potrebbe essere ripetuto anche in altre realtà comunali come Cardito, e che vede i bambini e le loro famiglie invogliati a utilizzare meno l’auto per recarsi a scuola, spostandosi a piedi utilizzando percorsi “vigilati”, sicuri e iper-controllati. Punto di notevole interesse per il suo risvolto sia per il minor inquinamento sia anche e soprattutto per il profilo educativo ambientale.

Ancora nel prosieguo poi, si è affrontato il tema della continua formazione, che da ex-sconosciuta diventa invece obiettivo qualificante assieme all’efficientamento delle forze di polizia, per la sufficiente capacità nella risoluzione delle problematiche numerose.

In tal è da leggere l’intervento del Prof. Giacomo DI Gennaro, che ha riportato la propria importantissima esperienza del suo team di studi che hanno ideato una serie di sistemi operativi di contrasto alla criminalità, soprattutto diffusa, partendo dall’analisi di importanti teorie sociologiche, in uno a copioso materiale giurisprudenziale, che possiamo così brevemente sintetizzare:

  1. Azioni di controllo preventivo, che comprende la raccolta di analisi e informazioni sul territorio;
  2. Azioni di contestualizzazioni delle esigenze operative;
  3. Azioni di contrasto al reato, ma in un contesto di anticipazione rispetto alla commissione    prossima dello stesso.

Per la prima volta quindi, attingendo a materiale giurisprudenziale, si stanno delineando nuovi modelli investigativi, legati ora ad un diverso approccio non più legato alla ripetizione di determinate operazioni metodiche e uguali nel tempo, senza che spesso ne sussista la necessità, ma l’adozione e predisposizione di strumenti “flessibili” atti maggiormente a aderire alle esigenze contestualizzate nel territorio e ambiente ove maturino, nella diversità effettive di luogo a luogo, sulla spinta motrice che ogni luogo ha esigenze diverse, nell’idea che i reati assumono forme e caratteristiche diverse a seconda del luogo ove si commettono, cosiddetta “geolocalizzazione” del fenomeno criminale.

Tale sperimentazione vede la città metropolitana di Napoli tra le prime in Italia a mette in campo tali esperienze e che diventa modello ideale, in rottura con una tradizione malversa, che la vedeva in continua sofferenza e incapacità nella risoluzione dei problemi, e capofila almeno nel sud Italia per una nuova e diversa impostazione nell’affrontare il problema malavitoso, sia nella sua natura diffusa che vede nei reati predatori la classica sua configurazione, sia nel reato di associazione che vede invece soprattutto nell’usura e nell’estorsione il proprio elemento trainante e caratterizzante.

In tal senso perciò, e ricollegandosi a quanto sopra, si delinea sempre più l’esigenza di delineare una più “corposa” figura del Sindaco quale figura apicale e contraltare nel bilanciamento delle operazioni di polizia locale rispetto a quella statale, pertinenza assoluta del Ministero dell’Interno come bene noto, e dell’esigenze di un raccordo sempre più forte tra le due realtà operative.

Sapranno dunque gli amministratori locali affrontare queste nuove sfide? Ci sono le condizioni, anche di preparazione e di attenzione circa la cura del territorio, tali che quanto predisposto nei programmi che si vanno ormai sempre più affinando divengano felice risoluzioni delle problematiche ataviche dei nostri territori!? Ancora, le risorse sono disponibili e sufficienti e in tal senso, si cercano di sfruttare al meglio i cospicui fondi europei pure messi a disposizione per l’incremento delle capacità operative dei tutori dell’ordine?

Ebbene, proprio a conclusione del seminario, ha senso quindi l’intervento del responsabile della società “Avigilon s.p.a.” che ha illustrato numerose sofisticatissime attrezzature capaci di operare con nuove tecnologie in ausilio alle attività di prevenzione e contrasto nonché di controllo del territorio davvero ragguardevoli, oltretutto di facilissimo utilizzo e interconnesse a sistemi di “app” facilmente scaricabili su smartphone.

Ovviamente le strumentazioni centralizzate hanno un costo non indifferente per le amministrazioni, ma il supporto che le forze di polizia potrebbero ricavare dal loro utilizzo, ed in particolare gli “occhi intelligenti”, capaci di identificare quelli che in un acronimo vengono definiti U.M.D., Unusual Motion Detective, cioè identificare, secondo dei modelli prestabiliti approntati proprio con le informazioni che la polizia locale e di Stato acquisisce sul territorio (geolocalizzazione), in uno alla collaborazione anche dei cittadini, il probabile prossimo reo, e pertanto atte a prevenire il crimine.

Quindi, a correlazione, la predisposizione di “app” da scaricare sui propri smathphone privati, utilissime anche quindi alla segnalazione e contrasto di reati ambientali.

E allora, se queste sono le nuove sfide che si affacciano all’orizzonte, l’amministratore della cosa pubblica, Sindaco, assessori, e funzionari tutti, avrà come obiettivo proprio il superamento di queste con l’adozione con fervido sentore e capacità di interpretazione dei tempi che corrono e delle difficoltà nuove, ma aiutato dalla vastità della gamma di soluzioni innovative, anche tecnologiche, che si affacciano all’orizzonte sempre più numerose, precise e sofisticate.

Se riuscirà ad essere artefice e operatore di sicurezza con la sensibilità giusta che ne viene richiesta, in uno alla capacità di ricerca anche di fonti economiche offerte ad esempio dai fondi europei, allora sarà un bravo operatore e offrirà un valido accesso alla partecipazione del cittadino che ivi nel territorio del Comune risiede, che, invogliato anche dall’efficienza, sarà messo in grado di fruire maggiormente e coscientemente dei vantaggi acquisiti e pertanto essere egli stesso incentivato ad svolgere funzione di “sentinella” del territorio, raggiungendo così l’obiettivo che muove tutto il senso del seminario svolto, e cioè il raggiungimento proprio della “sicurezza partecipata”.