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Cardito, il centro storico cade a pezzi. Ora tocca a via Macello. Crolli e sgomberi, Cirillo e i suoi già al mare

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Ancora una macchia nera nel centro storico del nostro paese, stavolta tocca a via Macello, un altro palazzo cade a pezzi, quasi sicuramente per infiltrazioni d’acqua. Con interi nuclei familiari che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni dopo l’intervento dei Vigili del Fuoco. Disagi infiniti. Eppure da anni molte grotte fra via Macello e via Marconi, non più usate dai proprietari, sono oggetto di infiltrazioni d’acqua e fogne, tanto che in alcune si sono formarti dei veri e propri laghetti.
Nonostante che al Comune giacciono missive di proprietari che hanno evidenziato al Sindaco ed al Responsabile Imbemba la pericolosità, ma nulla è stato fatto. Si aspettava ancora un crollo. Un’Amministrazione che ormai scricchiola come il centro storico.  Assessori e consiglieri di un governo che dovrebbe amministrare Cardito ma che invece litigano continuamente, fra proclami di finti finanziamenti e incarichi da distribuire per affiliare reclute per la prossima competizione elettorale, senza preoccuparsene minimamente del paese.  Da mesi si litiga solo per “acchiappà” (prendere) con un Cirillo che da capo vuole la riconferma alle amministrative del 2020, ma sicuramente senza guadagnarsela sul campo. Vedremo come andrà a finire! Un paese allo sbando e sull’orlo del dissesto finanziario. Povera Cardito. Non hai vissuto un livello così scarso di classe politica ed amministrativa.
Ritornando al crollo di via Macello è da sottolineare che dopo anni è stata pubblicata la gara per la fogna della vicina via Marconi anch’essa interessa da crolli e solo dopo un’ispezione della rete fognaria, con un robot munito di video camera, confermava il totale disfacimento di tutta la rete. La stessa via Marconi dove l’ente ha rilasciato permessi a costruire, fregandosene altamente del pericolo di una rete fognaria colabrodo.
Finalmente si è giunti alla gara dopo anni di errori tecnici e burocratici, lungaggini infinite per un mutuo per finanziare l’opera. Non finisce qui. La scelta del tipo di gara di appalto, operata dall’amministrazione Cirillo è con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Non per entrare nel merito, figuriamoci, ma visti gli annessi e connessi di simili procedure (nomina dei commissari di gara per la valutazione delle offerte, oneri per la liquidazione dei stessi, tempi di gara estremamente dilatati) non  era preferibile (in presenza di un progetto esecutivo posto a base di gara e del clima emergenziale avvertito in città) optare, secondo l’attuale dettato normativo in materia di appalti pubblici, per una procedura molto più snella da aggiudicare con il minor prezzo prevedendo l’esclusione automatica delle offerte anomale? Sicuramente si sarebbero risparmiati soldi e abbreviati i tempi per la realizzazione di un’opera ormai attesa da troppo.
Cirillo e i suoi saranno chiamati a rispondere anche di tutto questo. Ai posteri l’ardua sentenza.

 

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