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Crispano – Il deputato Francesco Emilio Borrelli effettua un sopralluogo sulle strutture sportive abbandonate e denuncia il degrado

Domenica 2 giugno alle ore 12:00, il deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, ha effettuato un sopralluogo del centro sportivo "Campioni del mondo" e dell’area dell’ex campo di calcio di Crispano.

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Domenica 2 giugno alle ore 12:00, il deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, ha effettuato un sopralluogo del centro sportivo “Campioni del mondo” e dell’area dell’ex campo di calcio di Crispano. Ad accompagnarlo in questa ispezione erano presenti diverse personalità di rilievo della politica locale e attivisti impegnati nella riqualificazione del territorio.

Insieme a Borrelli, hanno partecipato al sopralluogo Sossio Vitale, candidato sindaco al Comune di Crispano, Agostino Galiero, segretario provinciale di Europa Verde, il consigliere comunale Antonio Frezza, il portavoce cittadino Gianbattista D’Ambrosio, il componente dell’Esecutivo regionale Rosario Pugliese e l’attivista Davide Imbimbo.

L’obiettivo del sopralluogo era valutare lo stato di abbandono delle due strutture sportive, che da anni versano in condizioni di degrado. Il centro sportivo “Campioni del mondo” e l’ex campo di calcio rappresentano non solo un’importante risorsa per i giovani e per gli appassionati di sport della zona, ma anche un potenziale centro di aggregazione sociale e culturale per tutta la comunità di Crispano.

Come si evince dalla pagina ufficiale del deputato Borrelli, la situazione riscontrata è drammatica: “La struttura versa nel degrado più totale e attualmente risulta occupata abusivamente da una piccola comunità di clochard che si sono alloggiati in quelli che erano gli spogliatoi dello stadio e vivono in condizioni inaccettabili tra rifiuti, ratti e animali randagi. Segnalata anche la presenza di amianto sversato illegalmente da ignoti. Del terreno di gioco non resta più nulla se non verde incolto che supera il metro di altezza. Gli spalti sono ormai completamente distrutti e non resta nulla di impianti e infissi”.

Gli esponenti di Europa Verde hanno dichiarato: “E’ inaccettabile lo stato in cui versa da oltre vent’anni quella che dovrebbe essere una struttura dedicata allo sport, ai giovani, all’aggregazione sociale sana. Frutto dell’indifferenza e dell’incapacità di tante amministrazioni comunali che si sono avvicendate senza mai riuscire a valorizzare questo luogo assumendosi la responsabilità di gestirlo. Eppure, secondo i cittadini, ci sarebbero 1,9 milioni di euro stanziati senza che nessuno abbia mai voluto procedere alle gare per assegnare i lavori. Questa non è l’unica struttura abbandonata tra Napoli e provincia; sono tantissimi gli esempi analoghi di fondi pubblici sprecati, o peggio, rubati nel corso degli anni lasciando alle comunità locali solo degrado e povertà. Una mala-gestione che non può più essere tollerata se davvero vogliamo essere al passo con l’Europa e con il resto del Paese”.

Non si comprende, tuttavia, come in uno scenario del genere, il sindaco Michele Emiliano possa celebrare la posa della prima pietra per dare inizio ai lavori di riqualificazione dello stadio comunale. La mancata caratterizzazione dei rifiuti e le condizioni disumane in cui vivono i senza fissa dimora devono essere affrontate come priorità assoluta, prima di qualsiasi celebrazione simbolica o avvio dei lavori. È evidente che siamo di fronte a una totale assenza di politiche sociali e un mancato controllo del territorio per la salute dei cittadini.

L’iniziativa di Borrelli, del candidato sindaco Sossio Vitale e dei suoi collaboratori, sottolinea l’importanza di investire nelle infrastrutture sportive per migliorare la qualità della vita dei cittadini e favorire la coesione sociale. Con un piano di interventi ben strutturato e la collaborazione di tutte le parti coinvolte, le strutture sportive di Crispano potrebbero tornare a essere un punto di riferimento per la comunità locale.

Non si comprende questa tempestività a pochi giorni dalle elezioni quando l’amministrazione ha avuto ben cinque anni per poter intervenire sull’intera area o sull’intero paese.

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