Home Cardito Cardito. Il destino delle larghe intese cambia volto: nuovi scossoni in maggioranza?

Cardito. Il destino delle larghe intese cambia volto: nuovi scossoni in maggioranza?

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L’ultima seduta di consiglio comunale registra più di qualche novità sul piano politico. A conferma del fatto che le forze politiche che compongono l’assise cittadina cominciano a delineare il quadro politico in vista delle prossimi obiettivi. E tutto ciò offre qualche spunto di riflessione capace di proiettarci verso lo scenario dei prossimi mesi. Andiamo con ordine.

Partiamo dal dato più eclatante di giornata. Alla votazione sul bilancio consuntivo l’ex candidato sindaco “anti Cirillo” Marco Mazza si astiene. Avete capito bene. Per chi conosce i meccanismi della politica l’astensione dall’opposizione su un provvedimento importante partorito dall’amministrazione in carica rappresenta un voto tecnicamente “favorevole” alla maggioranza. E di conseguenza il ragionamento appare quasi obbligato. Mazza entra in maggioranza? E se lo fa, attraverso quale ruolo politico? Con quali prospettive? Per il momento resta in campo un dato storico. Mazza storicamente vota Pd, lo stesso partito del primo cittadino, ed è stato consigliere comunale in città nel partito di Elly Schlein nella scorsa consiliatura. Ma non è questo il punto cruciale.

Se davvero Mazza strizza l’occhio alla maggioranza, con chi è stata condivisa questa scelta? O meglio. La maggioranza come ha accettato la scelta di Mazza? È favorevole ad un possibile allargamento della maggioranza? Oppure è una considerazione che sta solo nella testa del sindaco Cirillo? Lasciamo ai lettori il compito di pensarci. Anche perché se Mazza torna nel Pd (sarebbe quasi un ritorno naturale) deve obbligatoriamente entrare in maggioranza. L’una non esclude l’altra. Sulla mozione legata alla modifica dell’autonomia differenziata una parte della maggioranza targata Forza Italia-Azione, insieme ad una parte dell’opposizione, vota a sfavore rispetto agli altri consiglieri comunali della coalizione di governo. A conferma del fatto che argomenti di carattere nazionale non possono essere trattati come strumenti di battaglia politica in chiave locale. Ovvero un modo per nascondere eventuali alleanze e strategie politiche. Chi vuol capire, capisca.

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