Nella giornata di venerdì 6 marzo sarà convocato il tavolo provinciale a Napoli del Campo Largo. L’obiettivo del summit sarà dettare le linee guida delle alleanze nei comuni al voto nell’hinterland napoletano. In alcuni comuni (Mugnano in primis) la quadra è stata già trovata da tempo col candidato sindaco e le liste a sostegno. In altri comuni (Portici e Frattamaggiore ad esempio) il centrosinistra, numeri alla mano, è maggioranza ma non si è ancora trovata la sintesi dopo i decenni targati Cuomo e Del Prete. Ma la sensazione è che nel tavolo in programma saranno sciolti gli ultimi nodi anche sulla base di alcuni comuni al voto in cui il Campo Largo rischia di andare in frantumi a causa di inutili risentimenti personali. Chi vuol capire, capisca. Ma se il centrosinistra parte in vantaggio in molte città o quantomeno discute per piazzare il candidato sindaco, sul fronte opposto assistiamo all’inizio della fine. Una fine annunciata da tempo. Un disastro di portata epocale. E non lo diciamo per tifoseria o altro. Lo testimonia la storia recente. Fratelli d’Italia ancora una volta rischia di prendere l’ennesima “scoppola” alle elezioni amministrative. A 2 mesi dal voto non è stata registrata nessuna iniziativa politica da parte degli organi dirigenti provinciali legata a lanciare i diktat sui valori da esprimere nell’imminente tornata elettorale. Nessun big meloniano (Schiano in primis) ha avuto il coraggio di lanciare mezzo candidato sindaco. Magari anche per testimonianza. O per tracciare una linea di demarcazione in alternativa a un modello di governo. Niente di niente. Un po’ come se si campasse alla giornata. Qui siamo dinanzi a una vera e propria irrilevanza politica ed elettorale che conferma il dato che sta emergendo negli ultimi mesi: Fratelli d’Italia non ha prodotto nemmeno un briciolo di classe dirigente sui territori. E rischia di fare la fine della Lega di qualche anno fa. Ricordate? Salvini fu capace di portare il Carroccio al massimo storico del 34% per poi subire una lente e inesorabile discesa in termini elettorali. Stesse dinamiche. Stesso film ma con attori diversi. E per essere ancora più precisi vi forniremo qualche esempio concreto. Ad esempio a Frattamaggiore Fratelli d’Italia non esiste sul piano politico. L’unico esponente è il consigliere Peppe D’Ambrosio. La sensazione, stando alle ultime indiscrezioni trapelate in città, è che non presenterà il simbolo alle prossime elezioni comunali. A Mugnano dopo la sonora sconfitta dell’ultima tornata elettorale, FdI sta valutando attraverso il consigliere Gennaro Ruggiero di non presentare il simbolo nascondendosi dentro una mini coalizione civica. Per il dopo Sarnataro non c’è partita per la destra. Il Presidente del Consiglio Comunale uscente Pierluigi Schiattarella è il candidato sindaco in pectore del Campo Largo e raccoglierà l’eredità amministrativa del decennio targato Sarnataro. A Cardito stessa sorte per i meloniani. Fratelli d’Italia è semplicemente inesistente. Idem a Portici, popoloso comune di Napoli Sud in cui al netto delle schermaglie di rito sulla scelta del successore di Enzo Cuomo, i numeri sono nettamente a favore del fronte progressista nonostante qualche esponente meloniano sogni una “spallata” decisamente impronosticabile. L’unico comune ad onor di cronaca nel quale Fratelli d’Italia ha amministrato, peraltro in maniera disastrosa. è Afragola. FdI ha fatto parte dell’amministrazione dell’ex sindaco Antonio Pannone, sfiduciato qualche mese fa dall’opposizione e da una parte della sua stessa maggioranza. Nel grosso comune alle porte di Napoli l’ex Presidente del civico consesso Biagio Castaldo sogna la candidatura a sindaco con ciò che resta dell’ex maggioranza consiliare. E potremo continuare all’infinito. Ma al di là della realtà oggettiva la verità viene a galla. Fratelli d’Italia non ha voti. Non ha classe dirigente. Non ha la struttura organizzativa capace di rafforzare la rete elettorale attraverso l’ingresso di nuovi amministratori o semplici militanti che si rivedono nell’azione di governo della premier Meloni. Qui parliamo di rivoluzione fallita. Di chiacchiere su chiacchiere. Nemmeno a Caivano, capitale politica e mediatica dell’attuale capo del governo, Fratelli d’Italia ha presentato la lista. Zero assoluto. E da qui si capisce come mai in fretta e furia la Meloni abbia accelerato l’iter sulla nuova legge elettorale interamente proporzionale e senza chance per il cittadino di scrivere sulla scheda elettorale il nome del candidato al Parlamento. Se non l’avete ancora capito ve lo diciamo in maniera ancora più chiara. Qui la Meloni ha fallito. E ne avremo ampia dimostrazione all’indomani delle prossime consultazioni elettorali. Nei comuni al voto in provincia di Napoli Fratelli d’Italia si scaverà la fossa. Provare per credere.









