Mancano pochi mesi alle elezioni amministrative. Eppure nell’aria si sente già odore di partita chiusa. Per il dopo Sarnataro il Campo Largo, alla guida della città da 11 anni, convergerà su Pierluigi Schiattarella, giovane medico mugnanese e Presidente uscente del Consiglio Comunale. La coalizione a sostegno dello storico esponente del partito guidato da Elly Schlein sarà composta dal Pd, A Testa Alta, Movimento 5 Stelle, Europa Verde, Mugnano in Azione, Casa Riformista, Lista Sarnataro (lista riconducibile al sindaco uscente Luigi Sarnataro), Più Europa, Italia in Comune, Mugnano Città Viva, Siamo Mugnano, Centro Democratico, (che dovrebbe unirsi con Siamo Mugnano), Partito Socialista. Si attende solo l’ok da parte degli organi dirigenti provinciali freschi di zecca all’indomani del recente congresso che ha incoronato Francesco Dinacci (area ex Art.1 e quindi vicino alla reggente nazionale Elly Schlein). Una formalità in salsa politica che avvierà la campagna elettorale in città. Dunque con ogni probabilità Schiattarella, numeri e storia alla mano, diventerà sindaco di Mugnano al primo turno fra circa 3 mesi. Finita qui? Nemmeno per sogno. Schiattarella è un semplice passaggio di testimone? O c’è altro? A nostro avviso c’è tanto altro. E proveremo a spiegarvelo in estrema sintesi. Il sindaco uscente Luigi Sarnataro ha amministrato Mugnano per 11 anni. E l’ha fatto producendo risultati positivi (che ricorderemo ai cittadini nei prossimi giorni con atti alla mano) per la collettività. Sfidiamo chiunque a sostenere il contrario. Poi in politica così come nella vita tutto è migliorabile. Ma è innegabile che la città abbia cambiato volto. Un cambio di passo reso possibile contando su una classe dirigente che anziché spedire a casa il sindaco al primo capriccio come in molti comuni di Napoli Nord ha preferito la stabilità. Con tutti i limiti e le difficoltà del caso. Undici lunghi anni in cui sindaco, giunta e consiglio comunale hanno potuto programmare nel lungo periodo interventi legati a cambiare le sorti della città. Immaginate per un attimo se in questi 11 anni si sarebbero alternati 3,4 sindaci di orientamento politico diverso. Sarebbe accaduto il finimondo. Piccola chicca. Fatevi un giro a Caivano, città nella quale l’ultima amministrazione durata 5 anni risale a 20 anni fa. E fatevi un giro a Frattamaggiore, città nella quale negli ultimi 20 anni si sono succeduti 2 sindaci per limiti di mandato. E poi ci direte. E capirete quanto è importante avere un’amministrazione stabile. In poche parole la città cambia se un sindaco ha il tempo di lavorare. Così come in tutte le realtà politiche, economiche e sociali del mondo. In questo scenario fin qui descritto Schiattarella è stato uno dei pilastri. Uno degli uomini forti. Sempre in maggioranza. Sempre nel centrosinistra. Sempre nel Pd. Sempre dalla stessa parte. Fino a diventare il candidato sindaco della continuità del decennio di cui ha fatto parte. Un percorso tanto scontato quanto naturale che avvalora sul piano politico la sua discesa in campo. E sapete perché Ve lo diciamo subito. Il Campo Largo vince e convince se valorizza le migliori energie e le migliori esperienze amministrative, se diventa un modello di governo esportabile al netto degli uomini in campo. Altrimenti resta pura chiacchiera accademica. Nel caso specifico addirittura il sindaco Sarnataro, che sosterrà Schiattarella con una sua lista di fedelissimi, è diventato dirigente provinciale del Pd. A conferma dell’ottimo lavoro svolto da sindaco in trincea. Quindi in parole povere la candidatura di Schiattarella nasce da lontano per tutti gli aspetti descritti finora. E dall’altra parte? Il vuoto assoluto. Fratelli d’Italia sta ragionando sulla nuova candidatura a sindaco del consigliere uscente Gennaro Ruggiero mentre come terzo candidato sindaco dovrebbe essere della partita Nello Romagnuolo con due formazioni civiche: Periferia Attiva e Agorà.
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Mugnano. Schiattarella candidato sindaco del centrosinistra: come e quando prende forma l’investitura del giovane dem
Il Campo Largo punta su Pierluigi Schiattarella per il dopo Sarnataro: investitura imminente e centrodestra in ritardo.









