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Intelligenza artificiale, è davvero la fine del lavoro?

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L’introduzione della tecnologia dell’Intelligenza Artificiale (AI) sta portando un cambiamento significativo nel mondo del lavoro. Mentre alcuni temono che l’automazione e l’IA possano causare disoccupazione, è importante considerare anche le opportunità che questa tecnologia può offrire.

L’AI ha il potenziale per automatizzare compiti ripetitivi e noiosi, consentendo alle persone di concentrarsi su attività più creative e di valore aggiunto. Ciò significa che i lavoratori possono essere liberati da compiti manuali o monotoni e dedicarsi a progetti più strategici ed innovativi.

Inoltre, l’AI può aiutare le persone ad aumentare la loro produttività fornendo assistenza nelle attività quotidiane. Ad esempio, gli assistenti virtuali basati su AI possono gestire la pianificazione delle riunioni, la gestione delle email o addirittura svolgere ricerche complesse in modo rapido ed efficiente.

Mentre alcune professioni potrebbero subire cambiamenti significativi a causa dell’introduzione dell’AI, ci saranno anche nuove opportunità emergenti. Potremmo vedere la creazione di nuovi ruoli specializzati nella gestione e nell’utilizzo dell’IA, come ad esempio esperti di dati o ingegneri AI.

Quindi, invece di temere il cambiamento portato dall’introduzione dell’AI nel mondo del lavoro, dovremmo abbracciare queste nuove possibilità. Lavorando insieme all’intelligenza artificiale possiamo creare un futuro in cui le persone siano in grado di sfruttare appieno il proprio potenziale e raggiungere nuovi livelli di successo e realizzazione professionale.

Ci crediate o no, le prime righe di questo articolo sono state scritte da un programma di intelligenza artificiale.
Secondo alcune stime il 90% dei traduttori sarà sostituito dalla AI entro pochi mesi. Idem con gli operatori telefonici al servizio clienti.
A seguire molti avvocati, giornalisti, analisti, traders e marketer e infine tassisti e autisti in genere, oltre a una riduzione significativa di tutti gli altri lavori.
Questo non in Italia, ma nel mondo! E Adesso come si fa?
C’è chi dice che si debbano tassare i robot e chi produce Intelligenza Artificiale, e con questi soldi garantire comunque un reddito universale.
C’è chi invece ritiene che tocchi ripensare completamente al mondo del lavoro, reinventando professioni.
C’è chi addirittura non crede che ciò possa succedere ma noi pensiamo che sarà uno stravogimento paragonabile alla rivoluzione industriale dell’800.

Un esempio per tutti, Duolingo ha annunciato licenziamenti attribuendoli all’avvento dell’intelligenza artificiale. La società, che si dedica all’apprendimento delle lingue, ha ridotto del 10% il suo personale, affidandosi sempre di più a modelli di AI per la produzione di contenuti e per le traduzioni.
ChatGPT e altri Large Language Models avranno un forte impatto sui lavoratori, tra cui interpreti, traduttori e insegnanti.

In conclusione, mentre l’intelligenza artificiale sta sicuramente cambiando il modo in cui lavoriamo, offre anche nuove prospettive e possibilità. È importante abbracciare queste trasformazioni con una mentalità aperta e pronta ad adattarsi, in modo da poter sfruttare appieno le opportunità che l’AI può offrire nel mondo del lavoro.

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